UN ROBOT CREATO DALLE CELLULE DI UN RATTO

Dall’Università di Harvard giunge la straordinaria quanto sconvolgente notizia della creazione di un robot dalle cellule del cuore di un ratto.

No, non ci troviamo all’interno di un film di fantascienza e tanto meno non abbiamo a che fare con lo strambo scienziato Victor Frankenstein. La notizia arriva dalla prestigiosa Università di Harvard, dove un gruppo di ricercatori ha creato una razza robotica decisamente particolare: un robot che prende vita dal muscolo cardiaco di un ratto.

Ma, come è possibile tutto questo? A detta degli stessi ricercatori, la “ricetta” è molto semplice: cellule cardiache di un ratto, protesi mammarie e oro. Questi sono gli “ingredienti” utilizzati per dar vita a questo strano quanto affascinante robot.

Le cellule del cuore del ratto sono state utilizzate con uno scopo ben preciso, cioè quello di alimentare, attraverso la normale contrazione, lo stesso robot. Quest’ultimo è di dimensioni davvero ridotte (circa 1,5 cm per un peso che non supera i 10 grammi) e riesce a muoversi, all’interno di un qualsiasi liquido, utilizzando lo stesso movimento ondulatorio che le razze utilizzano in mare.

La luce è un altro elemento molto importante per quanto riguarda questo meraviglioso robot, dato che riesce a seguire gli impulsi luminosi per muoversi in totale libertà (“optogenetica”).

È difficile credere a quanto appena detto, ma è la pura realtà.

Macchina o nuova forma di vita biologica?

Difficile rispondere a tale quesito, ma sicuramente tale creazione presenta sia gli elementi dell’una che dell’altra. Ha provato a rispondere Kit Parker, bioingegnere di Harvard, il quale ha definito questa razza robot come un “organismo, incapace di riprodursi, ma vivo”!

La razza robotica non è una scoperta destinata solo a far sgranare gli occhi, per poi rimanere chiusa in un cassetto di laboratorio, ma deve essere considerato come un risultato sorprendente e di fondamentale importanza, dato che sarà possibile portare avanti degli studi mirati in diverse direzioni, come ad esempio sugli stessi muscoli cardiaci.

 

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